Introduzione di Rosario Ansaldo Patti all’incontro del 29 aprile 2014 su “Messina: Città Metropolitana e Area Integrata dello Stretto. Situazione attuale e prospettive”.

Auguri di pronta guarigione al Vice Sindaco Signorino che non può partecipare al nostro incontro per un incidente accadutogli ieri a Roma. Auguro buon lavoro all’Ass. Furnari Luvarà che io considero una risorsa per Messina che non deve essere sprecata. Ciò potrebbe accadere in due modi: abbandonandola al suo destino o sovraccaricandola di compiti. Sono, però, convinto che l’Ass. Furnari è in grado di riflettere su eventuali impedimenti che potrebbero venirle da più parti. Credo, altresì, che debba guardarsi da chi ritiene di potere ‘mettere il cappello’ sulla sua nomina. Penso che sarebbe un grave errore se – tranne che non voglia fare precise scelte politico/partitiche – allontanarsi dall’Associazionismo che secondo me dovrebbe costituire la sua vera “base politica” ovviamente nel rispetto del Programma e dei progetti della Giunta Crocetta.

Saro

Saro

La tematica cui diamo inizio oggi vedrà altri due incontri: uno sul “Sistema dei trasporti  nello Stretto” tra il 16 e il 20 Maggio e un altro che avrà per tema la “Pianificazione Territoriale nella Città Metropolitana e il nuovo Piano Regolatore Generale di Messina” che presumibilmente si svolgerà entro i primi giorni di Giugno.

Tornando al nostro tema, noto una grande mobilitazione ma anche una grande dispersione.

Per mettere ordine l’Amministrazione Comunale deve uscire dal riserbo, da una certa dose di autoreferenzialità per fare capire meglio quali sono gli obiettivi da raggiungere e di cosa parliamo quando discutiamo di Città Metropolitana e di Area Integrata dello Stretto.

ATTENZIONE!!! Io mi sento vicino a questa Amministrazione; su tanti problemi con Signorino, Ialacqua, Mantineo e con gli amici dell’Associazionismo, con il Circolo di Cultura “Enzo Messina”, con i “Pendolari dello Stretto”, con la Fondazione “Nuovo Mezzogiorno” ecc., abbiamo elaborato proposte e organizzato Convegni.

Ricordo le tante riunioni sulla ‘Zona Falcata’ e considero enormemente positiva l’azione dell’Autorità Portuale che, tolto di mezzo, l’inutile Ente Autonomo Portuale, si accinge ad attuare il nuovo Piano Regolatore del Porto e a investire  i soldi di cui dispone.

E’ chiaro che l’Autorità Portuale non deve essere spostata da Messina e su questo dovremo ‘fare rete’ per evitare un altro scippo alla nostra città.

Messina e i messinesi dimenticano facilmente.

Per esempio: da anni i problemi del traghettamento, della continuità territoriale, del monopolio dei traghettatori privati nello Stretto, sono portati avanti e dibattuti dalle nostre Associazioni.

Circa 6 anni fa, abbiamo raccolto quasi 10mila firme, abbiamo avuto incontri con i Sindaci delle due sponde dello Stretto e con i rispettivi Presidenti delle Province; abbiamo illustrato le difficoltà alla Commissione Trasporti della Camera e sul problema della esosità delle tariffe abbiamo impegnato anche l’anti TRUST.

Il Presidente del Comitato Pendolari dello Stretto, Pietro Interdonato, è sotto processo a seguito di denuncia dei Franza perché la sua attività avrebbe dato fastidio all’esercizio di traghettamento.

Nessuno ne ha parlato e ne parla. Il processo è tutt’ora in corso.

La stampa scritta e parlata di questa città si esprime solo sulle dichiarazioni dei cosiddetti grandi uomini politici (Buzzanca, e prima Leonardi, e poi Genovese e ora D’Alia ecc.).

Noi esprimiamo solidarietà a Pietro Interdonato e per ciò che abbiamo vissuto in questi anni non possiamo non sottolineare che le iniziative e le attività delle  Associazioni e della stessa  Amministrazione, che sembrano nuove, sono la ripetizione di nostre iniziative di anni fa.

Con rammarico sottolineo che nessuno ha ritenuto di doverci consultare nonostante incontri che abbiamo avuto con il Vice Sindaco Signorino, con il Sindaco e con alcuni Assessori.

Per dimostrare ulteriormente il rapporto che ha legato esponenti dell’Amministrazione comunale alle Associazioni, ricordo che nel Novembre del 2008 il Prof. Guido Signorino ha stilato un rapporto per conto della Confesercenti  sul tema “L’economia nell’Area vasta dello Stretto”.

Bene!

Ora c’è la L. R. n.8 del 24 marzo 2014 che istituisce nove “Liberi Consorzi Comunali” e le Città Metropolitane di Palermo Catania e Messina.

Una legge che, e non entro in modo specifico nel merito, all’art.2 rinvia di sei mesi la costituzione e l’adesione a Liberi Consorzi attraverso l’espressione di volontà dei Comuni purchè ci siano i noti requisiti di continuità territoriale tra i Comuni aderenti e una popolazione non inferiore a 180mila abitanti.

Anche per quanto riguarda le Città Metropolitane (Palermo, Catania e Messina) l’art.9 opera un rinvio perché dice che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della Legge i Comuni si possono distaccare dalla Città Metropolitana ed aderire ai Liberi Consorzi.

Si tratta di due rinvii molto pericolosi, e intendo sottolineare, per ciò che sta accadendo in alcuni Comuni della nostra realtà messinese, che sarebbe un grave errore ‘staccare’ qualcuno dei 51 Comuni della Città Metropolita di Messina per costruire qualcosa di diverso.

Sono del parere, infatti, che i 51 Comuni che comprendono anche Taormina e Barcellona si integrano nella Città Metropolitana di Messina sia dal punto di vista di possibili sviluppi socio-economici e sia dal punto di vista dei vari settori che in essi sarebbero compresi (per es. il turismo, il commercio, l’ambiente ecc.).

Considero anche importante per tutto ciò che si sta tentando di operare tra le due sponde sotto il profilo della integrazione delle due Aree, quanto previsto dall’art.14 concernente l’approvazione di accordi tra la Regione Siciliana, d’intesa con la città Metropolitana di Messina, con lo Stato, la Regione Calabria e la Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Certo trattasi di un articolo che merita una interpretazione ‘autentica’.

Però nel frattempo ben vengano proposte meditate e progetti che si basino sulla suddetta integrazione.

Mi riferisco al progetto programma dei Proff. Limosani e Gambino, alla costruzione di una “flotta dello Stretto” di cui è tenace assertore il Sindaco Accorinti.

Anche in questo caso mi preme, però, sottolineare che importanti iniziative furono portate avanti pubblicamente da Partiti e Sindacati negli anni ‘80, sulle due sponde, per dare vita all’ “Area Integrata dello Stretto” e alla “Regione dello Stretto” a all’ “Area vasta dello Stretto”. Non sono sinonimi, però si basano su uno stesso principio di integrazione e devono avere uno svolgimento dal punto di vista formale e dal punto di vista sostanziale.

Si tratta di non unire due debolezze, come contestai a Pippo Campione quando negli anni ’70 pose il tema articolato della ‘conurbazione’.

Però probabilmente, anzi certamente, lui vedeva molto più lontano di me.

Così come non è possibile dimenticare quanto di produttivo diede la Conferenza Economica Cittadina degli anni ’70, quando in piena lotta ideologica uomini di governo (Capria, Gullottti e Piersanti Mattarella) e della opposizione (De Pasquale) riuscirono ad impostare un discorso e ad ottenere dei risultati che portarono al secondo bacino di carenaggio, ad un tentativo di incremento della cantieristica, alla degassifica.

Certo erano altri tempi ed era più importante, in quel periodo, tentare di dare occupazione alla mitica classe operaria che, soprattutto nelle nostre parti, non ha mai brillato per un suo radicamento.

Ma questo è un altro discorso.

Ed è necessario liberare rapidamente la “Falce” da tutti i vecchi orpelli per dare vita a quel qualcosa di diverso che è nei piani dell’Amministrazione Comunale, e anche dell’Autorità Portuale.

Credo, però, che tutto debba passare da un impegno complessivo che veda al centro il Comune di Messina, la Città Metropolitana di Messina. Da lì bisogna partire.

(Rosario Ansaldo Patti, nella foto, fa parte della Segreteria regionale ed è responsabile provinciale di Messina della Lega Siciliana delle Autonomie Locali)